Farmaci accessibili, redditività in calo secondo Egualia

Le imprese dei farmaci accessibili hanno attraversato gli aumenti dei costi degli ultimi anni mantenendo crescita dimensionale e occupazionale, ma nel 2026 emerge un primo segnale di rallentamento sui margini industriali. È quanto emerso dal rapporto dell’Osservatorio sui farmaci accessibili, realizzato da Egualia con il contributo di Nomisma e Teha Group e presentato il 29 settembre 2026 a Roma. Stando ai dati diffusi, la redditività del comparto si attesta al 2,8%, con una riduzione di 0,3 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Il settore mantiene comunque un volume d’affari pari a 6,8 miliardi di euro e conta 11.792 addetti diretti, in aumento dell’1,9% su base annua. Considerando anche gli effetti indiretti e indotti, l’impatto economico complessivo stimato dall’Osservatorio raggiunge i 20,4 miliardi di euro, con un’occupazione complessiva che supera i 49 mila addetti.
Pressione sui costi e polarizzazione del mercato farmaceutico
Come riportato nel Rapporto, tra il 2020 e il 2024 i costi di produzione del settore sono cresciuti del 32,1%, trainati dall’aumento del costo delle materie prime, pari al 30,9%, e in misura maggiore da quello dei servizi, salito del 34,4%. Fino a oggi le imprese avrebbero compensato la dinamica attraverso processi di efficientamento, razionalizzazione produttiva e riorganizzazione interna, la flessione dei margini registrata quest’anno, per l’Osservatorio, indicherebbe però un progressivo restringimento del margine di adattamento. Il contesto di mercato risulta inoltre sempre più polarizzato: nel 2025 la spesa ospedaliera è aumentata del 5,2%, toccando i 13,1 miliardi di euro, a fronte di quantità rimaste sostanzialmente stabili.
Farmaci sotto copertura brevettuale
A determinare la dinamica sarebbero principalmente i farmaci ancora sotto copertura brevettuale, che assorbono il 94,7% della spesa ospedaliera complessiva, mentre i farmaci equivalenti incidono per appena il 2,1%. L’Osservatorio distingue quindi due modelli industriali che concorrono entrambi alla tenuta del Servizio sanitario nazionale: da un lato l’innovazione farmaceutica, caratterizzata da volumi contenuti e valori unitari elevati, dall’altro i farmaci accessibili e fuori brevetto, che garantiscono volumi di cura ampi a prezzi contenuti e margini industriali più ridotti. Secondo l’Osservatorio, la differenza dovrebbe trovare riscontro nella revisione della governance farmaceutica, anche in considerazione del fatto che tra il 60 e l’80% dei principi attivi impiegati nei medicinali commercializzati in Europa viene prodotto fuori dai confini dell’Unione, principalmente in Cina e India, in un contesto di tensioni geopolitiche e competizione tra Stati Uniti e Cina.



