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Farmacie e salute cardiovascolare, Pgeu: rete sottoutilizzata

Le farmacie sono la più estesa rete di assistenza sanitaria primaria in Europa, avendo oltre 160mila punti di contatto che forniscono un primo livello di cura a più di 46 milioni di persone quotidianamente. Nel Position paper sulla salute cardiovascolare, il Pharmaceutical group of the european union (Pgeu) ha sottolineato come il maggiore coinvolgimento dei farmacisti nelle attività di prevenzione, screening e gestione terapeutica a lungo termine potrebbe migliorare gli esiti dei pazienti, aumentare la capacità del sistema e rafforzarne la resilienza. Oltre alla dispensazione sicura dei medicinali, servizi orientati al paziente come il counselling sugli stili di vita, lo screening dei fattori di rischio, la somministrazione di vaccini, le revisioni della terapia, come il supporto all’aderenza sono già erogati in molti contesti nazionali.

Servizi esistenti e margini di miglioramento

Le prestazioni erogate dalle farmacie hanno dimostrato di migliorare i risultati clinici, ridurre ospedalizzazioni e complicanze e supportare l’aderenza terapeutica, specialmente per le condizioni croniche e nelle aree meno servite. Secondo il Pgeu, gli schemi di remunerazione appropriati, l’accesso ai dati sanitari rilevanti, oltre al ruolo chiaramente definito nei percorsi clinici e nelle politiche di sanità pubblica permetterebbero ai farmacisti di rafforzare ulteriormente l’assistenza preventiva e identificare i segnali di allarme in fase più precoce.

Proposte del Pgeu per un cambio di paradigma

Il Pgeu ha avanzato una serie di raccomandazioni politiche per sbloccare il potenziale. Si sollecita l’integrazione dei farmacisti comunitari nei programmi cardiovascolari nazionali ed europei, incluso il prossimo Piano della Commissione europea sulla salute cardiovascolare. È ritenuto necessario formalizzare, riconoscere e remunerare i servizi in farmacia che concorrono alla prevenzione e gestione delle malattie cardiovascolari, nonché espandere in modo omogeneo gli ambiti di pratica professionali in Europa. Altra priorità strategica è la sicurezza degli approvvigionamenti, considerato che nel 2024 medicinali cardiovascolari sono risultati in carenza nel 96% circa di 28 paesi monitorati, con i farmacisti che dedicano in media 11 ore settimanali alla gestione delle criticità. Il Pgeu chiede inoltre l’integrazione dei farmacisti nello Spazio europeo dei dati sanitari (Ehds), con accesso in lettura e scrittura, e promuove un uso responsabile dell’intelligenza artificiale e degli strumenti digitali nella pratica farmaceutica, sotto la supervisione dei professionisti sanitari, per potenziare screening, rilevazione precoce e supporto personalizzato.