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Sostanze vietate per doping, il decreto in Gazzetta Ufficiale

Il 10 settembre 2026 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (Supplemento ordinario n. 34 alla Serie generale n. 210) il decreto del ministro della Salute Orazio Schillaci, di concerto con il Ministro per lo sport e i giovani Andrea Abodi, che ha aggiornato la lista delle sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e delle pratiche mediche considerate doping. Il provvedimento del 1 luglio 2026, registrato alla Corte dei conti il 30 luglio 2026, è entrato in vigore il giorno stesso della pubblicazione e sostituisce integralmente il precedente decreto interministeriale del 28 maggio 2025. La revisione ha recepito l’emendamento all’allegato I della Convenzione internazionale contro il doping nello sport (Unesco 2005) e adottato la lista elaborata dall’Agenzia mondiale antidoping (Wada-Ama) in vigore dal 1 gennaio 2026. Il decreto ha confermato la possibilità di ricorrere alla camera ipobarica, già introdotta con il decreto del 3 ottobre 2023, purché il suo utilizzo avvenga sotto stretto controllo medico sia prima sia dopo l’esposizione.

Struttura della lista e sezioni previste

La lista approvata ha cinque sezioni, definite nell’allegato III, parte integrante del decreto. La prima sezione elenca le classi vietate, la seconda riporta i principi attivi appartenenti a ciascuna classe, la terza elenca i medicinali contenenti principi attivi vietati, la quarta ha un elenco in ordine alfabetico dei principi attivi e dei relativi medicinali, la quinta enumera le pratiche e i metodi vietati. Tra le sostanze sempre proibite, agenti anabolizzanti, ormoni peptidici e fattori di crescita, beta-2 agonisti, modulatori metabolici, diuretici e agenti mascheranti, oltre ai metodi proibiti come la manipolazione fisica o chimica del sangue. In competizione sono vietati stimolanti, narcotici, cannabinoidi e glucocorticosteroidi, mentre in sport particolari sono proibiti i beta-bloccanti. Il decreto ha approvato anche i criteri di predisposizione e aggiornamento della lista, di cui all’allegato II, con le modalità con cui la sezione per la vigilanza e il controllo sul doping del comitato tecnico-sanitario propone le modifiche in base alla lista Wada.