Distribuzione farmaceutica, Adf in audizione al Senato sulla riforma della legislazione

Nell’esame del disegno di legge per il riordino della legislazione farmaceutica, l’Associazione distributori farmaceutici (Adf) è stata ascoltata in audizione presso la 10ª Commissione permanente Affari sociali del Senato. L’intervento si è inserito in un percorso di riforma volto a semplificare e riorganizzare un quadro normativo giudicato complesso e frammentato. Per l’Adf era presente Luca Sabelli, che nella sessione, come precisato dalla stessa Adf, «ha ribadito il ruolo centrale della distribuzione intermedia del farmaco, riconosciuta a tutti gli effetti quale servizio pubblico essenziale per la tutela della salute».
Obbligo di servizio pubblico per la fornitura tempestiva di medicinali
L’Adf ha ricordato che «i Distributori intermedi operano infatti in base a un obbligo di servizio pubblico che garantisce la fornitura tempestiva dei medicinali a farmacie e altri soggetti autorizzati, assicurando al contempo un’adeguata disponibilità di farmaci su tutto il territorio nazionale, incluse le aree più disagiate. In quanto operatori di un’infrastruttura critica per il Paese, i Distributori intermedi sono individuati dalla normativa tra i soggetti meritevoli di supporto e sostegno, a conferma della funzione strategica svolta all’interno del Servizio sanitario nazionale. Adf ha espresso apprezzamento per l’iniziativa legislativa, condividendone principi, criteri ispiratori e obiettivi. Il disegno di legge rappresenta infatti non soltanto un’opera di semplificazione e riordino di un quadro normativo oggi complesso e frammentato, ma una vera e propria riforma strutturale, volta a migliorare l’accesso ai farmaci, rafforzare l’efficienza del sistema e favorire innovazione e investimenti in un settore chiave per la sanità e per l’economia del Paese».
Prerogative, ruoli, e profilo del Distributore intermedio full-line
Dunque, per l’Adf «è quindi fondamentale che la riforma definisca con nettezza prerogative, ruoli e profilo del Distributore intermedio full-line distinguendolo dagli operatori non soggetti agli stessi obblighi di servizio pubblico. A tale proposito, si sottolinea l’anomalia italiana del fenomeno delle vendite dirette che rappresentano circa il 30% dei volumi dell’intero mercato farmaceutico nazionale a fronte di una media europea di circa il 5%. È stato evidenziato come la sostenibilità della distribuzione intermedia costituisca una condizione imprescindibile per la tenuta e l’efficienza dell’intero sistema sanitario. Anche per questo, le recenti tensioni sulle catene di approvvigionamento e l’incremento dei costi operativi, rendono necessario garantire risorse adeguate e misure idonee a preservare la resilienza della filiera».
Idonea regolamentazione della Distribuzione per conto dei medicinali
Adf ritiene che «la riforma possa offrire anche l’opportunità di una più idonea regolamentazione della Distribuzione per conto dei medicinali, riconoscendo ai Distributori intermedi, dopo anni di criticità attuative, il ruolo di attore fondamentale con dirittodovere a partecipare, insieme agli altri Attori già previsti, ai Tavoli regionali di definizione degli accordi sulla Dpc, con una particolare attenzione alla sostenibilità e all’efficienza di un servizio di grande importanza socio-sanitaria. Sostenere lo sviluppo della distribuzione intermedia – è stato sottolineato – significa investire concretamente sulla disponibilità dei medicinali, sull’equità di accesso alle cure e sulla tutela della salute dei cittadini, in piena coerenza con gli obiettivi della riforma in esame. Adf conferma, dunque, la propria piena disponibilità a collaborare con le Istituzioni per contribuire al percorso di rinnovamento del sistema farmaceutico nazionale».



