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Tetano e difterite in Ue: 73 casi di tetano, 151 di difterite nel 2024

Nel 2024, l’Unione europea e lo Spazio economico europeo hanno registrato 73 casi di tetano e 151 di difterite, secondo il rapporto epidemiologico annuale pubblicato a luglio 2026 dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). I dati hanno mostrato la stabilizzazione dei casi di tetano rispetto al 2023, mentre la difterite prosegue la fase di declino dopo il picco del 2022 legato ai flussi migratori. La letalità del tetano resta elevata: sui 67 casi con esito noto, 19 sono stati fatali, pari al 28%, concentrati quasi esclusivamente in persone over 70, con netta prevalenza femminile tra gli over 80. Per la difterite i decessi sono stati quattro, tre associati a Corynebacterium diphtheriae e uno a C. ulcerans. L’Ecdc ha ricordato la necessità di mantenere elevate coperture vaccinali in tutte le fasce d’età, con particolare attenzione agli anziani e ai gruppi a rischio, e di rafforzare la sorveglianza per entrambe le patologie.

Tetano: Italia in testa per casi e decessi, la copertura vaccinale al 92,6%

Il tetano ha registrato lo stesso numero di casi del 2023, ma in aumento rispetto ai tre anni precedenti, influenzati dalla pandemia. L’Italia ha riportato la quota più alta, con 28 casi pari al 38% del totale, e anche il maggior numero di decessi, otto. Seguono Romania, Polonia e Spagna. La maggior parte dei casi ha riguardato uomini (56%) e la fascia over 65, con un tasso di notifica più elevato nelle donne anziane. Tra i casi sotto i 65 anni, invece, la prevalenza maschile era netta. Per l’Ecdc, le donne over 65 potrebbero aver avuto meno opportunità di richiamo vaccinale rispetto agli uomini, che spesso hanno ricevuto il vaccino durante il servizio militare.

Copertura Dtp scesa dal 93,4% al 92,6%

La copertura media ponderata per la terza dose di Dtp nei bambini di un anno è scesa dal 93,4% del 2020 al 92,6% del 2024, con una tendenza al ribasso che riguarda 20 Paesi. Tre nazioni, tra cui Ungheria e Portogallo, mantengono copertura del 99%, mentre Romania ha registrato il calo maggiore, passando dall’87% al 79%. Per la difterite, 83 casi sono stati causati da C. diphtheriae e 65 da C. ulcerans. I primi hanno colpito soprattutto uomini (74%) e persone tra 25 e 64 anni, mentre i secondi hanno interessato per il 68% over 65. Germania e Francia hanno segnalato il maggior numero di infezioni. Il 21% dei casi di C. diphtheriae con stato di importazione noto era di origine estera, per lo più con presentazione cutanea. La maggior parte dei casi con stato vaccinale noto era non vaccinata o vaccinata con numero di dosi sconosciuto.

Vaccinazione degli adulti e dei viaggiatori per prevenire focolai

L’Ecdc ha richiamato l’attenzione sulla necessità di strategie mirate per gli anziani, dati i segni di calo dell’immunità in questa fascia e le differenze di genere nella protezione. Uno studio italiano ha mostrato che la sieroprotezione contro il tetano scende dal 93,6% nei bambini al 45,3% negli over 65, con un divario significativo tra uomini e donne. Anche per la difterite la vaccinazione è l’unica prevenzione efficace, e il rapporto evidenzia il rischio per i viaggiatori e i migranti provenienti da aree endemiche. Dopo l’aumento dei casi cutanei tra i migranti iniziato nella seconda metà del 2022, la situazione è migliorata, ma nuovi ceppi continuano a circolare. L’Ecdc ha raccomandato di verificare lo stato vaccinale dei viaggiatori diretti in zone a rischio e di offrire dosi di richiamo. La gestione tempestiva dei casi e dei contatti, insieme alla disponibilità di antitossina difterica, resta cruciale. L’Unione europea ha istituito un laboratorio di riferimento per difterite e pertosse per rafforzare le capacità diagnostiche e di risposta. Per il tetano, l’Ecdc ha ribadito che un ciclo completo di sei dosi di vaccino, come raccomandato dall’Oms, garantisce una protezione duratura, e che è prioritario colmare le lacune immunitarie negli adulti, in particolare nelle coorti più anziane.